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La fortuna aiutagli audaci: da mamma full time a lavoratrice part time..

Ho sempre sostenuto che, stare a casa con i propri figli, per una donna che lo desideri, dovrebbe essere un diritto. Sì, avete letto bene: un diritto, soprattutto e anche per i suoi stessi figli. Almeno sino a quando quest’ultimi non inizino la materna.
I primi anni di vita, infatti, sono troppo importanti: vedere il primo sorriso, i primi passi. Vivere questo periodo senza avere paura di perdersi qualcosa, di rincorrere le lancette per timbrare il cartellino, incastrare tutto. Per me, impagabile.

Eppure, io sono una di quelle mamme fortunate che, per propria scelta – condivisa con il proprio compagno, ovvio –  ha avuto l’opportunità stare a casa con i propri figli,  sino alla scuola materna, appunto.

A che prezzo? Ho lasciato il mio lavoro, a 39 anni, avendo una buonuscita, certo non siamo così folli, ma senza alcuna garanzia di poter tornare un domani a lavorare.

Dicevo, un diritto, quello di poter stare a casa con i propri figli per i primi anni della loro vita, senza perdere il lavoro.
Per essere più precisi.

Lo so, siamo nel mondo reale, quello di cui sopra è un qualcosa, spesso, per il mondo dei sogni.

Mamma di due bimbi piccoli, Over 40, a Genova, in cerca di un part time, possibilmente la mattina

Quando lo dicevo a voce alta, ridevo da sola. Forse, mi ripetevo, avrei fatto prima a sperare di vincere la lotteria.

In ogni caso, la nostra scelta è stata questa.
Un privilegio e sottolineo, una scelta. Perché io parlo per mia esperienza, parlo dal mio punto di vista di donna che non vuole rinunciare a se stessa per i figli, ma che comunque, è pronta a “sacrificare” l’ascesa alla carriera.

Dopo circa 18 mesi a casa, con l’inizio della scuola materna della mia secondogenita, ho iniziato a pensare di rimettermi nel mondo del lavoro. A dire il vero, con le mani in mano non sono mai stata: in questi mesi, oramai anni, ho aperto un mio blog ed è lì, scrivendo e cercando di farlo crescere, che mi realizzo.
Essere diventata madre, mi ha portato a esporre una parte di me che ho sempre tenuto tra le pagine dei miei diari segreti, ma questo è un altro discorso.

Di certo, per quanto io ci stia lavorando, ancora di scrittura non ci campo e quindi, rientrare al lavoro, qualunque esso fosse, purché part-time, era l’unica soluzione.

Ho osato e ho avuto fortuna

Alla fine, dopo mesi di ricerca, sono riuscita a trovare la soluzione più adatta a me, alla nostra famiglia: da dicembre lavoro la mattina.

Aver avuto la possibilità di crescermi  i miei figli fino ad almeno i tre anni della seconda, ve lo dico,  ha reso il mio rientro al lavoro meno duro: sapevo che questo era il momento giusto per noi.
Ho avuto fortuna, certo, perché ho trovato quello che speravo, ma la fortuna aiuta gli audaci e io, lo sono stata.

“IN MEDIO STAT VIRTUS”, citando Aristotele: Mamma part time (si fa per dire, ovvio) e lavoratrice part time, per me la soluzione perfetta

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Perché vedete, io dico sempre che, insieme a un figlio, nasce una mamma e insieme, crescono.
Appena nati, entrambi abbiamo solo bisogno uno dell’altra. Che ce ne frega del mondo, vi direi! Poi, però piano piano, i figli crescono, diventando poco alla volta sempre più autonomi e quando si arriva alla scuola materna, una mamma può iniziare a riprendersi i propri spazi e i figli a conquistarsene di nuovi.
Mentre loro sono all’asilo, interagiscono con i loro pari, giocano, imparano e si divertono, anche noi mamme, possiamo dedicarci al nostro lavoro, a noi stesse, a ciò che più ci aggrada.
Perché è vero, loro, i nostri figli, sono e saranno al centro della nostra vita, ma il duro e amorevole compito di un padre e di una madre, è quello di insegnar loro a stare nel mondo anche senza di noi, a camminare con le proprie gambe. E più si cresce insieme, più le nostre strade si affiancheranno, ma non sempre si percorrerà lo stesso sentiero.
Ci sarà quel giorno in cui, “ciao mamma io esco”, e noi staremo con il magone a guardare quella porta che si chiude e se, prima non abbiamo coltivato un nostro orticello tutto nostro, finiremo per sentirci perse, senza uno scopo. E diventeremo edera, invece che radici, per i nostri figli, a cui ci attaccheremo quando invece, avranno bisogno di essere lasciati liberi.
Io voglio essere radice, anche se mentre ve lo scrivo, piango già. Anche se mentre lo immagino, correrei ad abbracciare i miei figli, dicendo loro, restate i miei piccolini.
La maternità, è anche questo: lasciare andare, quando dentro vorresti “riccacciarti” in pancia quella parte di te più importante che hai messo al mondo

 

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