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Epidurale

Prima di dirvi la mia, facciamo un discorso generale su cosa è L’epidurale, come e quando viene eseguita e quali sono i suoi effetti collaterali.
L’epidurale è un tipo di anestesia locale, che l’anestesista inietta all’interno della colonna vertebrale,nello spazio peridurale.
Con l’aiuto di un ago cannula, infila un tubicino sottile, attraverso il quale, se fosse necessario, rabbocca l’anestetico.

Tutto questo viene eseguito con la paziente in posizione seduta,o sdraiata sul fianco sinistro ma con le ginocchia alte,dopo aver disinfettato per bene la parte interessata, si inizia!
Il tutto ha una durata circa di 10/15 minuti,
Il dolore è davvero minimo, si sente un lieve bruciacchiare.
Questo tipo di anestesia viene utilizzata per svariati tipi di interventi,perché addormenta dal busto in giù, evitando molte volte l’anestesia totale.

Ora però approfondiamo su quello che interessa più a noi…l’epidurale dedicata alle donne in travaglio.

Si dice che il parto, è l’esperienza dolorosa più violenta,nella vita di una donna.
L’epidurale è sicuramente d’aiuto,
molte donne la richiedono appena i dolori iniziano ad essere forti, e anche se scientificamente si potrebbe iniettare fin da subito, non è sempre così.
È da valutare prima di tutto, che la struttura scelta abbia l’anestesista che garantisca il servizio 7 giorni su 7, 24 ore al giorno, una volta appurata la disponibilità , sta al personale medico dare il via alla procedura.
Solitamente le nostre ostetriche tendono ad aspettare una dilatazione sui 7-8 cm prima di procedere, perché sembra che la somministrazione dell’epidurale, rallenti il Travaglio.

L’epidurale, se iniettata nelle giuste dosi, lascia la possibilità alla mamma di camminare e spostarsi come lei vuole, perché lo scopo non è di addormentate al 100% la zona lombare,ma lasciare una certa sensibilità, in modo da poter continuare a percepire le contrazioni senza subirne però i forti dolori.
Quando l’effetto inizia a svanire, l’anestesista, grazie al piccolo tubicino, può rabboccare ancora anestetico, all’incirca ogni ora. (Anche per questo è importante che l’anestesista sia sempre presente in struttura)

esistono effetti collaterali legati a questa analgesia, quali febbre, mal di testa, problemi di deambulazione (camminare), ipotensione, lombalgia e prurito ma comunque tutti transitori, alcuni più importanti quali cefalea resistente, incontinenza urinaria e lombalgia possono invece permanere.

Partiamo dal presupposto che non si calcola la bravura di una mamma in base al dolore che una prova,
vi dico la mia : tutte le donne hanno DIRITTO di partorire senza dolore…
io non sono mai stata d’accordo su chi rifiutava l’epidurale perché “se ce l’hanno sempre fatta nonne, zie, vicine di casa, non vedo perché non dovrei farcela io!?!”
Ma è una gara a chi soffre di più????
Perché rifiutare un aiuto per godersi a pieno un momento magico, straordinario, come l’arrivo della nostra creatura?

Per Ludovica penso di averla iniziata a chiedere alla prima vera contrazione… ovviamente non mi hanno accontentato, ho dovuto aspettare un paio d’ore ( anche poco rispetto ad altre, ma ho avuto due parti abbastanza veloci) prima che chiamassero l’anestesista, quando l’ho vista entrare in sala parto, con la bandana tutta colorata, e il carrellino con tutti gli strumenti necessari per procedere, ho tirato un sospiro di sollievo,
non era facile stare ferma immobile seduta sul lettino, con le contrazioni forti e puntuali, ma solo il pensiero che da lì a 10 minuti, non avrei più dovuto contorcermi dal male mi ha dato la forza di resistere.
Dopo 10 minuti infatti, ho ripreso la mia lucidità, quasi che non sembrava dovessi partorire, telefono in mano, messaggio a mia mamma,, carezze sorrisi riflessioni con mio marito, qualche risata con l’ostetrica , che fra una spinta e l’altra mi informava di quello che stava succedendo là sotto.
Fare l’epidurale mi ha aiutato a rilassarmi, ad essere più “riposata” e più cosciente, a farmi tenere le forze,per quel primo appuntamento così magico.
(Intanto piango rivivendo quei momenti)

Per Carlotta avevo il terrore non me la facessero, l’anestesista che mi aveva preparato la cartella pre-ricovero, si era già premurata di dirmi che se avessi avuto un parto veloce come il primo, non me l’avrebbe fatta. Parole che mi avevano terrorizzato, io puntavo tutto sulla mia Santa epidurale!
Fortunatamente c’era un altro anestesista, santo anche lui, che nonostante fosse il secondo parto e nonostante fossi già dilatata di 8 cm, con molta simpatia è venuto in mia salvezza, dandomi nuovamente la possibilità di godermi ogni singolo attimo e di assaporare ogni istante di quel momento indimenticabile.

Tornassi indietro la richiederei come ho fatto, il Travaglio è duro, tosto, ti leva le forze fisiche e mentali,l’esperienza più forte che può capitare, perché rifiutare un aiuto se ci viene offerto?

Quindi non abbiate paura di sentirvi meno brave, solo per aver fatto un’epidurale, vi potrà solo aiutare a vivere meglio quei momenti!

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