Close

S.O.S giornate con la febbre





L’inverno è arrivato, l’atmosfera a casa è calda ed accogliente ed io penso che mi piacerebbe passare qualche ora spiaggiata sul divano, con una bella tazza fumante di cioccolata all’arancia, il plaid nuovo e guardare serie tv.

Un sogno.

La mia attuale realtà infrange ogni mio dolce desiderio, mettendomi dinanzi ad una situazione decisamente meno romantica e più difficile: Alessandro ha un raffreddore pazzesco ed anche qualche linea di febbre.

Quindi a casa ci staremo obbligatoriamente,  non certo a rilassarci ma a cercare di intrattenere un sofferente unenne, che non riesce a dormire, non ama sottoporsi a cure, guarda con sguardo implorante la porta per fuggire e che essendo maschio vive ogni fastidio in modo amplificato.

 

 

Le giornate a casa con la febbre quando i bambini sono piccoli possono essere lunghe e sfiancanti perché non è facile attirare la loro attenzione e tenerli occupati con attività che possano piacergli e farli distrarre dalla stanchezza che non riescono a scacciare con un bel sonno ristoratore.

 

In attesa, quindi, di un mini riposino di Alessandro che per me sarà rigenerante, oltre che utile per ordinare un po’ casa e cucinare qualcosa di commestibile, ecco come trascorriamo le lunghe ore da malatini: la sveglia suona sempre troppo presto, anzi non suona, perchè dormiamo poco, male e per evitare pianti disperati, su un troppo affollato lettone (io e Quasi Marito cediamo solo quando Ale sta male), dopo il latte e le coccole parte la nostra giornata.

 

Alessandro è un bambino abbastanza indipendente e gioca molto da solo, lancia le palline per tutta casa e le insegue, distrugge le torri di costruzioni fatte da me e si arrampica ovunque: letto, divano, poltrone, sedie, pouf.

Ecco perchè non posso proprio perderlo d’occhio e dedicarmi ad altro…

Durante la giornata, spesso, lo tranquillizzo leggendogli una fiaba: abbiamo tantissimi libri e lui adora sfogliarli e guardare le immagini.

Inoltre, ama scarabocchiare sulla lavagnetta usando i gessetti, attività che aiuta la coordinazione occhio-mani e, da poco, abbiamo scoperto anche carta e colori, rigorosamente, a cera.

La lettura e il “disegno” sono le uniche cose non rumorose che piacciono ad Alessandro che, di norma, preferisce giochi parlanti, musiche e filastrocche, oltre che macchinine e dinosauri.

 

 

Infine tra un pianto ed un lavaggio nasale, non può mancare della buona musica per cantare e ballare insieme: pink floyd con il papà, Battisti e Mina con la mamma, ma il risultato è sempre lo stesso: sorrisi e “ipnosi”.

Nei mesi che verranno, Alessandro sarà più grande e, di certo, interagirà sempre di più ed io non vedo l’ora di dedicare il nostro tempo a lavoretti e giochi manuali di ispirazione montessoriana e di sperimentare insieme a lui nuovi modi per far volare il tempo in quelle giornate nelle quali non è possibile fare una passeggiata.

 





E voi, cosa fate con i vostri bambini quando stanno poco bene? Come li intrattenete?

Roberta

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: