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Quando ho scoperto che lei era incinta…




Se mi ricordo il momento in cui ho saputo che mia moglie era incinta? E come potrei dimenticarlo?!? Posso tranquillamente affermare che quel preciso istante segna un solco profondissimo nella vita di un uomo. È un po’ come svegliarsi da una specie di torpore ovattato, di quelli che ti fanno intravedere la realtà senza però mai svelartela per intero. Da un momento all’altro vieni catapultato in una centrifuga di emozioni, pensieri nuovi e speranze e preoccupazioni che si accavallano, sogni che ti fanno sorridere e ansie che ti tolgono il fiato.
Ma andiamo con ordine e partiamo dall’inizio, perché anche nei gomitoli più aggrovigliati c’è sempre un inizio.
Per me è stata la negazione. Ma non intendo che sarei voluto scappare dall’altro capo del globo per sottrarmi alle mie responsabilità, no no! Voglio dire che quel 2 gennaio, trascorsi i pochi minuti di attesa perché il test di gravidanza meditasse sul risultato che ci voleva mostrare, mi sono offerto di essere io ad esaminare il responso e ingoiare la delusione per entrambi. Così sono entrato in bagno, ho preso in mano il test, l’ho studiato in lungo e in largo e dalla mia bocca sono uscite queste esatte parole: “niente amore, non c’è niente. Te l’avevo detto che era impossibile.”
Inutile spiegare quanto mia moglie mi prenda in giro ancora oggi.

Quello che è successo dopo è durato pochi secondi, ma è sembrata una vita intera. Sono i secondi in cui tenti, inconsapevolmente, di aggrapparti al primo comandamento non scritto del genere maschile: negare sempre, anche di fronte all’evidenza! Pochi secondi che durano una vita, in fondo stiamo parlando di passare da “non c’è niente” a “c’è tutto”, disegnato lì, su quelle 2 lineette. Se proprio vogliamo fare un paragone è un po’ come il big bang! Una cosa grossa, insomma. Da niente a tutto.
Soprattutto per te, che da quando avevi 19 anni eri convinto che non saresti mai riuscito ad avere un figlio. È un’esplosione di euforia! Devi assolutamente dirlo a tutti, uno per uno, cerchi di immaginare le loro facce, le loro reazioni. È una felicità troppo grande da tenere tutta dentro e poi la gioia va condivisa!
Questo è il momento esatto in cui tua moglie riesce a farti ragionare spiegandoti che forse è il caso di rallentare un attimo, che queste cose non è che vadano poi sempre bene, insomma, “magari prima andiamo a fare una visita dal ginecologo. E comunque le probabilità di un aborto spontaneo nei primi tempi sono abbastanza elevate, sai, non è detto che…” Gelo. “Comunque sarebbe meglio aspettare di essere sicuri prima di dire…” Ok, ho capito.

A chi non è successo di aver sperimentato una felicità travolgente seguita dal terrore più nero? Dalla paura di perdere tutto in un attimo, così come è arrivato. Da niente a tutto e poi di nuovo a niente. No, non si scherza così, è un gioco terribile. Ma d’altra parte, l’ho detto, sono emozioni che ti schiacciano. E puoi star certo che un sottofondo di paura ti accompagnerà sempre, d’ora in avanti, perché adesso non sei più responsabile solo della tua vita, non più. Avrai una nuova ragione per alzarti dal letto ogni mattina e per tornare a casa ogni sera, proverai ansia quando vedrai tua moglie strana, ti mancherà il respiro ogni volta che il ginecologo si preparerà per l’ecografia, perderai un battito nell’attesa di sentirlo dire “il cuore batte”, inizierai a guidare in modo più prudente, guarderai i tuoi genitori con occhi nuovi e li amerai come non avevi mai fatto prima, perderai ore a cercare in un cassetto le fotografie di quando eri bambino, comincerai a vivere “a trimestri”, a contare in settimane e avrai anche tu gli sbalzi ormonali (giuro!).
Ma tu ancora non lo sai, e magari tutto quello che riesci a dire dopo questi pochi secondi è
“Amore. … Dobbiamo cambiare macchina!”

 

Andrea

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