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IL PARTO VISTO DAL PAPA’ (CHI NON PARTORISCE NON PUO’ CAPIRE)





Vi voglio raccontare di quella volta in cui sono quasi svenuto in sala parto .. anzi di quelle due volte in cui sono proprio svenuto appena fuori sala parto !

Non che il mio intento sia di spaventare chi sta per vivere questa intensa e appagante esperienza ma ecco come, in un attimo, sono diventato protagonista di una delle scene più comiche che si possano immaginare. Con mia moglie più preoccupata per me che per quanto stava accadendo a lei !

Siamo arrivati in ospedale il giorno stesso in cui ci avevano tranquillizzato che il nostro primo bimbo si sarebbe fatto attendere ancora un po’. E invece lui ha deciso che doveva nascere proprio il giorno del termine: precisino fin da subito, chissà da chi avrà preso… ?

Però ci ha colto impreparati, come se si potesse in qualche modo arrivare preparati a questa prima volta!

 

 

Mia moglie è stata bravissima: tra una contrazione e l’altra riusciva addirittura a chiudere gli occhi e riposarsi. Ma, dico io, come si fa a riposarsi in un momento del genere ??! Ero accanto a lei e le tenevo la mano ma i minuti sembravano non passare mai. Come dentro ad una capsula del tempo ho perso completamente il contatto con la realtà: se era pomeriggio, sera o già notte non ne avevo idea.

Tutti sembravano così tranquilli e noi, nonostante i dolori e il bip- bip continuo del tracciato, eravamo ancora beatamente inconsci di cosa stava accadendo.

Soprattutto che di lì a poco avremmo fatto l’incontro più importante della nostra vita.

Perché sembra strano ma per nove mesi hai pensato alla gravidanza, alla valigia per l’ospedale e al parto. A comprare una marea di cose inutili, ma che allora ritenevi assolutamente indispensabili.  A quei momenti eri più che pronto, ma a ciò che avviene dopo non esiste persona al mondo che ti possa preparare.

Ed eccoci lì. Sembrava impossibile ma ora toccava a noi. Un lamento più forte degli altri mi sveglia dai miei pensieri e capisco che ci siamo quasi. Il sorriso di mia moglie ha lasciato spazio ad una smorfia dolorosa. Ho il sospetto che fino ad ora abbia un po’ finto per non farmi preoccupare e capisco quanto mi conosce bene.

 

Ho vaghi ricordi di un medico che entra e di un volto sorridente che mi invita ad “uscire un attimo in corridoio per prendere aria” . Vedo l’immagine di me stesso seduto in quel lungo corridoio con il volto bianco e mi metto a ridere lì da solo. Non credo di essere proprio svenuto! Più che altro ho perso un attimo il contatto con la realtà e non mi sento proprio in forma smagliante. Ma in fondo non mi hanno dovuto soccorrere e mi sento subito un super-eroe. Ma alla mia risata solitaria se ne accodano altre, che ora percepisco più forti.

Là dentro stanno ridendo di me ! Mi riprendo e torno verso la sala parto appena in tempo per vedere sbucare un fagottino dal volto inconfondibile. E dopo è solo una gioia immensa ..

Ma tutti continuano a ridere .. mi sa che sono stato beccato. Mia moglie ride felice e mi guarda come a dire “lo sapevo” ma in fondo che ne sa lei ? Non può capire come si sente un co-protagonista, lei che di questo spettacolo è stata la stella. Chi partorisce non può capire, proprio no ! Va beh, in fondo era la prima volta –penso- alla prossima sarò più preparato.

E invece no. Ma questa è un’altra (buffa) storia.   



Robert

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