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Il faro delle orche





Da quando ci siamo abbonati a Netflix, la nostra vita sociale si è presa una pausa ed è iniziata la nostra dipendenza da serie-tv e film. Una domenica pomeriggio, mentre il piccolo Pietro dormiva, ci siamo imbattuti in un film a noi sconosciuto ma dalla trama davvero interessante.

“Il faro delle orche” è un film tratto da una storia vera e narra la storia di Lola, una mamma coraggiosa,  che insieme al figlio Tristan, affetto da autismo, intraprende un viaggio verso l’incontaminata e bellissima Patagonia, in una riserva naturale di orche sperando che possano stimolare la sfera emotiva di suo figlio. Lola, grazie al contributo di Beto, guardiano della riserva, il quale ha un rapporto davvero speciale e magico con le orche, dopo vari tentativi, con forza e tenacia riesce nell’intento e Tristan, per la prima volta, prova una grande emozione.

In questo film viene trattato un argomento molto delicato come l’autismo. L’autismo è un disturbo del neurosviluppo caratterizzato dalla mancata interazione sociale e legami affettivi, una difficoltà nell’uso del linguaggio verbale e non verbale, da apatia, ripetitività nei giochi e nei movimento. Vivere con questa patologia non è facile né per i familiari e né per il diretto interessato, ma la delicatezza con cui viene questo argomento all’interno del film, la forza che ha spinto la madre ad intraprendere questo viaggio, pronta a tutto pur di riaccendere la speranza di poter “smuovere” le emozioni del figlio, mi hanno commossa.

E’ un film da non perdere che riscalda il cuore e l’anima, che ci avvicina un po’ a chi tutti i giorni convive con questa patologia.



Sara

 

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