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Come salvarsi nelle ore passate da soli

Eccola lì, la prova che ogni papà teme e al tempo stesso attende con ansia e trepidazione!
Rimanere da soli con la propria creatura è un po’ come trovarsi al domandone finale de “Il milionario” ed essersi già giocati l’aiuto da casa alla terza domanda. Insomma, sei lì sotto i riflettori con la camicia zuppa di sudore e te la stai facendo sotto, ma è anche la tua occasione per dimostrare davvero di che pasta sei fatto. E non c’è margine di errore.
Che sia una cosa grossa te ne rendi conto praticamente subito, nel preciso istante in cui senti la voce dell’ostetrica che ti chiede “lo vuole prendere in braccio?”. Che così su due piedi ti verrebbe da dire “Be’, aspetti un attimo, siamo proprio certi che sia il caso? insomma, non è che sia proprio sicuro…… E se poi lo rompo???” perchè in effetti, a vederlo, ti sembra così fragile…
Poi pensi che lei in 40 secondi lo ha lavato, asciugato, pulito, aspirato, vestito, truccato e pettinato e ti convinci che ce la puoi fare. E in effetti ce la fai! Hai acquisito la prima skill, il coraggio! Stai andando bene, ma il coraggio da solo non basta. Perchè tuo figlio crescerà e con lui cresceranno le sue esigenze e dovrai farti trovare pronto quando vi troverete faccia a faccia.

 

 

Ricordo con tenerezza le prime settimane di mio figlio, quando un po’ per sana incoscienza, un po’ per dare alla mamma qualche ora di libertà per pensare solo a se stessa, mi offrivo di uscire da solo col neonato. Che allora mi sembrava una cosa enorme, ma a pensarci adesso in realtà non serviva altro che aver studiato il manuale di istruzioni della carrozzina, aver preso dimestichezza col cambio del pannolino, aver memorizzato il video della manovra anti-soffocamento su youtube ed essere assolutamente certo di avere nella borsa tutti i beni di prima necessità.
Anche il passo successivo, il rimanere da soli in casa, adesso mi sembra una sciocchezza. Però ricordo bene che allora non la pensavo esattamente così! Insomma, a questo livello si introducono una serie di complicazioni mica da ridere! La preparazione della pappa, il ruttino, le coliche… L’importante è aver sempre ben chiaro in testa dove trovare quello che ti serve. Ecco, c’è da dire che mia moglie ha la perversa abitudine di cambiare la sistemazione delle cose ogni settimana, quindi questa per me è stata forse la parte più difficile… Ad ogni modo il vero segreto per superare l’esame a pieni voti è osservare. Osservare attentamente e imparare. Prendere anche appunti, se necessario, o magari fare dei bei video, che si sembra anche meno deficienti (comunque se servono gli appunti io ne ho un sacco…). Osservare la mamma con attenzione e impararne tutti i trucchi. E se poi impari anche a fare il sondino hai vinto!

 

 

Però non devi mai abbassare la guardia, perchè quando pensi di aver imparato tutto i bambini crescono e ti rendi conto che tutto quello che hai studiato non serve a niente. Un po’ come quando finisci l’università e ti affacci al mondo del lavoro, bello uguale.
Quando ti trovi a dover passare un’intera giornata con un bambino che cammina, parla, interagisce, gioca, ed ha preferenze, gusti e inclinazioni, non importa quanto bene tu abbia imparato a cambiare il pannolino. L’unica cosa che davvero ti serve è imparare l’arte dell’improvvisazione. E il motivo è semplicemente uno: gli interessi e i gusti di un bambino cambiano alla velocità della luce. Pertanto, so che è dura ma è così, tutto quello che hai imparato fino a ieri potrebbe non servire a niente.
Mettiamo che sia estate e tu decida di portare tuo figlio alla spiaggia, perchè lui adora fare il bagno e giocare con la sabbia e sei sicuro che si divertirebbe un sacco. Prepari la borsa, carichi in macchina un bancale pieno di palette, secchielli, formine, ruspe e betoniere, cerchi parcheggio per mezz’ora, trovi posto a 2 km dalla spiaggia. Finalmente arrivi, appoggi una ruota del passeggino sulla sabbia, tuo figlio si tira su dal passeggino, si gira, butta fuori un braccio con un dito teso e dice: “No! Di là! VIA!!!”
Ti assicuro che succede. E ti assicuro che o possiedi spirito di adattamento e arte dell’improvvisazione o soccombi.

 

 

Che poi in realtà la parte più difficile è convincerti che devi smetterla di pensare in maniera lineare. Certo, anche avere un piano B alle volte può essere d’aiuto, ma ci sono casi in cui solo una buona dose di fantasia ti può salvare. Mettiamo ad esempio che tuo figlio si sia messo in testa di trovare i pesci dentro a una fontana senza pesci. Puoi anche provare a spiegargli che in quella fontana i pesci non ci sono, ma sei sicuro di riuscire a spiegargli il perchè?!? Non c’è niente da fare, inizierà a girare intorno alla fontana per ore, semplicemente perchè è convinto che in quella fontana i pesci ci debbano essere. E lui li troverà! Se vuoi riuscire a portarlo via e ad arrivare in tempo per il pranzo dai suoceri devi inventarti qualcosa di meglio di una spiegazione logica. Devi attirare la sua attenzione, perchè magari i pesci a quest’ora si sono spostati nell’altra fontana, vuoi mica andare a controllare?!?
Insomma, la vera parola d’ordine con i bimbi è solo una: fantasia. Impara a pensare come loro, a rapirli, a riconoscere tutti i colori che vedono i loro occhi. Solo così sarai salvo davvero. E quando ti svegli al mattino spera di non sentire il rumore della pioggia, altrimenti il livello di difficoltà raddoppia! 😉

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Andrea

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