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Come avere autorità senza per forza essere “cattivi”




Una delle principali domande che ci poniamo noi genitori quando stiamo iniziando ad educare nostro figlio è: “come avere autorità senza per forza essere “cattivi”? Sicuramente è una questione non facile da risolvere e forse non c’è e non ci sarà mai una risposta univoca e giusta per tutti.

Per quanto riguarda la mia esperienza il primo punto è: NON IMPUNTARSI. Spesso siamo, infatti, noi genitori per primi a impuntarci su una regola che vogliamo sia rispettata esattamente in quella maniera dal nostro piccolo. E quando questo non succede noi rimaniamo fermi sulla nostra posizione. Ecco, niente di più sbagliato. Dobbiamo, infatti, mettere in discussione il modo in cui stiamo affrontando la questione e guardare i segnali che il nostro bimbo ci manda. Perché si rifiuta di obbedire alle regole che gli abbiamo dato? Che motivazioni possono esserci dietro? Sta facendo solo i capricci o c’è qualcosa in più?

I bambini, infatti, spesso non capiscono quando stanno sbagliando (a volte sì eh, e anche bene). Bisogna perciò mettersi nei loro panni e cercare di fargli capire la cosa con le buone maniere senza essere cattivi.

Non dimentichiamoci poi che una regola o un approccio validi per un bambino possono essere totalmente inadeguati per un altro; proprio come noi grandi, infatti, ogni bambino e figlio è un piccolo esserino con un carattere proprio ed una propria modalità di interazione con gli altri.

Capisco che spesso gestire un bambino piccolo in preda alla fase no o al momento capricci – arrivati a casa dopo una giornata di lavoro – è una delle cose più difficili al mondo; ma nessuno ha detto che essere genitori sia facile no? Bene, quindi armatevi di tutta la pazienza del mondo e ricordatevi di non sfogare il vostro stress e le vostre tensioni su di loro. Vi consiglio perciò di EVITARE IL PIÙ POSSIBILE URLA E SCULACCIATE. Non è così che farete capire meglio le vostre ragioni, anzi. E oltretutto, nel momento in cui fossero veramente necessarie una sgridata o una sculacciata questa non avrebbe più nessun peso nella mente del nostro bambino. Insomma “conservatele” nel momento del bisogno reale.

Un trucchetto che utilizzo spesso e ritengo molto utile è quello di SPOSTARE LA LORO ATTENZIONE. Nel momento di ribellione il nostro bambino si rifiuta di starci a sentire; per questo può essere utile cercare di distogliere l’attenzione sulla questione e riprendere l’argomento soltanto quando nostro figlio si sarà ormai calmato. A quel punto vedrete che sarà molto più aperto e propenso a stare a sentire le nostre motivazioni e a capire il perché quella cosa non va fatta.

Chiudo dicendo che la cosa su cui baso il mio modo di educare mio figlio cercando di crearmi l’autorità senza per forza essere “cattivo” è il dialogo. Parlate, parlate, parlate sempre con i vostri piccoli. Anche quando sembra che non capiscano, o non vogliano capire, stanno percependo ogni nostro segnale, verbale e non, e lo stanno elaborando nella propria testolina. Perciò non demordete e vedrete che conquisterete la fetta di autorità che meritate.

 

Alessio

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